Post serio triste malinconico e altri mestissimi sentimenti
Ma perché mi viene così difficile scriverlo? Eppure ne sono cosciente. Lo penso. Lo sento. Come buttarsi dal trampolino più alto. Si sale convinti di tuffarsi poi si arriva al bordo e si guarda giù. E basta. Bloccati. In effetti poi io non sono mai tornato indietro. Anzi, solo una volta. Ma il tuffo era nel mare. E allora deve avere qualcosa a che fare con la conoscenza del fondale: se so cosa mi aspetta alla fine, il salto lo faccio, altrimenti no. Bene, oggi mi prendo il rischio. “Mi sento solo”. Ecco. Cioè so di non esserlo, ma questo è quello che sento. So che qualcuno mi ama ma che ci posso fare? Se potessero credo che ora tutti gli amici direbbero “ma no! ma che dici? ma come mai pensi questo?” e i parenti giù a preoccuparsi e a star male al posto mio. Inutilmente. Ci sarebbe dell’altro. Battiamo il ferro finché è caldo. “Ho voglia di innamorarmi”. E due. Forse lei non se n’è mai andata del tutto dalla testa. E ancora oggi ci penso. Beh, in effetti ho risolto il dubbio da solo. Non ho mai smesso di pensare a lei. Ogni stupidissimo giorno, se pur speso a rimuginare su quanto la odiassi e a soffermarsi su ogni suo difetto, non ho fatto altro che pensarci. Ma due anni e mezzo sono tanti. Spero che scriverne mi aiuti. “Che cosa farò nella vita?”. E tre. Una sudata laurea alle porte e poi? E’ tutto così confuso. Annebbiato. Incerto. E chi più ne ha più ne metta. Il Paese che ami è anche il Paese che odi.